Tappa 3 - Da Torrenieri a Campiglia
24 Maggio 2026 - 84,57km 1350 DSL +
Esistono tante forme di resilienza. C’è una resilienza passiva, che è la capacità di accettare le situazioni per ciò che sono e basta, e c’è la resilienza attiva, quella che ci fa reagire con la nostra determinazione alle situazioni in cui siamo e che vogliamo vivere.
La partenza
Ieri ho pensato di mollare. Troppa stanchezza, ma soprattutto troppa fatica. Stamattina invece mi sono detto: vabbè, proviamo ancora oggi e vediamo che succede. Siamo partiti come al solito abbastanza presto dopo una robusta colazione, e subito ci siamo trovati immersi in un paradiso: le colline senesi dove si snoda il percorso dell’Eroica Classica e dell’altrettanto importante Strade Bianche. L’aria era fresca, e ho avuto subito la sensazione di stare bene. Mi sono accorto di non essere stanco e di avere forze e nessun dolore ai muscoli. Dopo le prime salite ho capito che sarebbe stata una giornata diversa, come se il mio corpo si fosse svegliato e mi avesse detto “ah ok, ho capito cosa vuoi fare in questi giorni”.

Verso Siena
Lo scenario è pazzesco: larghi sentieri ghiaiosi, file di cipressi lungo il crinale delle colline, vasti panorami a perdita d’occhio. Di sale e si scende senza soffrire a parte una salita ripida e sconnessa dove in molti siamo costretti a spingere, ma dalla quale riparto tutt’altro che disfatto. Oggi sembra tutto diverso. A un certo punto dico agli amici che avrei davvero voglia di un caffè con qualcosa di dolce da mangiare (avevo fatto una bella colazione salata) e proprio dopo pochi chilometri troviamo il Podere Sant’Antonio, un agriturismo che aveva organizzato un campo di ristoro per i ciclisti del Trail. Una bella atmosfera, caffè, succhi, dolci e panini oltre alla possibilità di riempire le borracce con l’acqua fresca.

Ripartiamo, e in un crescendo di bellezza, salite, e un divertente guado di un torrente, nonostante il sole inizi veramente a picchiare, arriviamo a Siena in perfetto orario per il pranzo e con già più di metà percorso alle spalle.

Sto bene
Dopo un pranzo rilassato in un locale carino di Siena che si chiama Bottega Roots, ripartiamo con la consapevolezza di esserci presi il tempo necessario per rifiatare, e di averne ancora abbastanza davanti. Inizia a fare veramente caldo, ed è qui che mi accorgo di avere un altro passo rispetto ai giorni precedenti. Si sa, il corpo si adatta (più o meno velocemente) alla “richiesta”, ma accorgermi di avere ancora questa flessibilità, questa memoria del corpo, ma anche la capacità di resilienza attiva, di “accettare reagendo”, senza dover scegliere fra passività e fuga, mi fa bene e mi rallegra. Pedalo con calma, senza sforzo eccessivo, dosando le energie, e sono molto contento.
Verso Campiglia
Alternando strada provinciale, percorsi sterrati e campagna, passando anche dal bellissimo castello di Monteriggioni, arriviamo a Colle Val d’Elsa, dove ci infiliamo in un fuori traccia senza senso suggerito dall’app Komoot per arrivare prima al nostro bed and breakfast, arriviamo a Campiglia, destinazione della tappa di oggi. E il cartello che troviamo nell’organizzatissimo basecamp dice molto di questo splendido percorso e della gente che lo anima. E di ciò che si può fare per amore.
